Previdenziale > Archivio News martedì 12 marzo 2019

INPS

Pace contributiva, riscatto laurea, fondi di solidarietà bilaterali

L’INPS ha indicato le regole per il riscatto del periodo di laurea e per i versamenti ai Fondi di solidarietà bilaterale.

L’INPS recepisce le indicazioni del recente D.L. n. 4 del 28 gennaio 2019 e detta le regole per riscattare periodi non coperti da contribuzione e per il calcolo dell’onere agevolato di riscatto della laurea per i soggetti con meno di 45 anni. Inoltre, impartisce istruzioni ai Fondi di solidarietà bilaterale per il versamento della contribuzione correlata a periodi utili al conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata, riscattabili o ricongiungibili e precedenti all’accesso ai fondi di solidarietà. Questo il contenuto della circolare n. 36 del 5 marzo 2019.

Il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione riguarda i seguenti beneficiari:

• Persone iscritte all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolari di pensione
• Persone che possano vantare in epoca precedente alla data di presentazione della domanda almeno un contributo obbligatorio versato nella gestione pensionistica per la quale si richiede il riscatto
• Persone che non siano titolari di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995
• Persone che non siano già titolari di un trattamento pensionistico diretto in qualsiasi gestione pensionistica obbligatoria

Il riscatto si può concretizzare nella misura massima di 5 anni anche non continuativi. Il periodo deve naturalmente collocarsi in epoca successiva al 31 dicembre 1995 e deve essere compreso tra la data del primo e dell’ultimo contributo comunque accreditato (obbligatorio, figurativo, da riscatto) nelle forme assicurative citate. I periodi da ammettere a riscatto devono comunque essere precedenti alla data del 29 gennaio 2019, di entrata in vigore del decreto in esame.

La presentazione della domanda può essere perfezionata dai diretti interessati, dai loro superstiti, o dai loro parenti entro il secondo grado, ma anche – limitatamente ai lavoratori del settore privato – dai loro datori di lavoro, attraverso il canale online sul sito INPS, o tramite il numero verde gratuito 803 164, da cellulare tramite il numero non gratuito 06 164 164, o attraverso i patronati e gli intermediari dell’istituto.

I periodi oggetto di riscatto saranno ovviamente valutati secondo il “sistema contributivo”. L’onere relativo è quindi determinato con il meccanismo del calcolo a “percentuale” previsto dall’articolo 2, comma 5, del D.lgs. 30 aprile 1997, n. 184, applicando l’aliquota contributiva di finanziamento in vigore alla data di presentazione della domanda nella gestione pensionistica ove opera il riscatto. La base di calcolo dell’onere è costituita dalla retribuzione assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda ed è rapportata al periodo oggetto di riscatto. Detta retribuzione è attribuita temporalmente e proporzionalmente ai periodi riscattati. La rivalutazione del montante individuale dei contributi disciplinato dalla legge n. 335/1995 ha effetto dalla data della domanda di riscatto.

Il riscatto può essere versato in unica soluzione o in un massimo di 60 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro, senza applicazione di interessi per la rateizzazione. In caso di interruzione del versamento dell’onere, sarà riconosciuto l’accredito di un periodo contributivo di durata corrispondente all’importo versato.

L’onere versato per il riscatto è detraibile dall’imposta lorda nella misura del 50%, in 5 rate annuali da chiunque si sia assunto tale onere. L’anzianità contributiva così acquisita è utile ai fini del conseguimento del diritto a pensione e per la determinazione della relativa misura.

La novità in tema di riscatto della laurea, introdotte dal comma 6 dell’articolo 20 del decreto-legge n.4/2019 consiste in un diverso sistema di calcolo dell’onere di riscatto del corso di studi di cui all’articolo 2 del D.lgs. n. 184/1997, nei casi in cui la domanda di riscatto sia presentata fino al compimento del 45° anno di età e riguardi periodi che si collochino nel sistema di calcolo contributivo.

Chi ha meno di 45 anni quindi, riscatterà i periodi che si collochino nel sistema di calcolo contributivo col versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, moltiplicato per l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti. L’onere di riscatto deve essere quindi determinato sul minimale degli artigiani e commercianti vigente nell’anno di presentazione della domanda ed in base all’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche vigente, nel medesimo periodo, nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD). L’importo retributivo di riferimento è rapportato al periodo oggetto di riscatto ed è attribuito temporalmente e proporzionalmente ai periodi medesimi. Il contributo è rivalutato secondo le regole del sistema contributivo, con riferimento alla data della domanda.

La suddetta modalità di calcolo dell’onere si aggiunge chiaramente a quelle previste dal comma 4 (per periodi che si collochino nel sistema retributivo), dal comma 5 (periodi che si collochino nel sistema contributivo) e dal comma 5-bis (per i soggetti inoccupati), del citato articolo 2 del D.lgs. n. 184/1997.

Per chiarire meglio l’alternatività non esclusiva dei diversi sistemi di riscatto la circolare INPS interviene con un esempio chiarificatore:
1. se il riscatto del corso di studi è già definito con l’integrale pagamento dell’onere dovuto, non si può chiedere la rideterminazione dell’onere in base ad una modalità alternativa;
2. se è iniziato il pagamento rateale, si potrà interrompere lo stesso, ottenere l’accredito del periodo corrispondente alla quota versata del capitale come già determinato e presentare -per il periodo del corso di studi residuo - nuova domanda di riscatto il cui onere potrà essere determinato, a richiesta, con il criterio alternativo;
3. se il riscatto non si è ancora perfezionato con l’accettazione dell’onere si potrà ritirare la domanda in questione e proporne una successiva, con la consapevolezza che i criteri di calcolo dell’onere terranno conto della nuova data di presentazione della domanda.
Infine, la circolare n. 36 ricorda che l’articolo 22, comma 3, del D.L. n. 4/2019 ha previsto che i fondi di solidarietà, di cui al D.lgs. 14 settembre 2015, n. 148, provvedano al versamento degli oneri correlati a periodi, utili per il conseguimento del diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia, riscattabili o ricongiungibili precedenti all'accesso ai fondi di solidarietà medesimi.

Gli oneri corrispondenti ai periodi riscattabili o ricongiungibili sono versati ai predetti fondi dai datori di lavoro e costituiscono specifica fonte di finanziamento con destinazione riservata alle finalità di cui alla disposizione in esame. I predetti versamenti sono deducibili ai sensi della normativa vigente.

L’intervento è finalizzato all’accesso alla prestazione straordinaria per il sostegno al reddito, riconosciuta ai lavoratori che abbiano i requisiti per fruirne nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo.

Destinatari sono sia coloro che si trovino a maturare i requisiti per fruire della prestazione straordinaria senza ricorrere ad operazioni di riscatto e/o ricongiunzione (in tale ipotesi il riscatto e/o la ricongiunzione, aumentando l’anzianità assicurativa in capo al titolare, avranno l’effetto di ridurre il periodo massimo individuale di permanenza nel fondo di solidarietà), sia coloro che raggiungano i requisiti di accesso alla predetta prestazione straordinaria per effetto del riscatto o della ricongiunzione. Il riscatto e/o la ricongiunzione potrebbero pertanto avere anche l’effetto di far acquisire il diritto immediato alla prestazione pensionistica, escludendo in tal modo la corresponsione dell’assegno straordinario.

Sono invece esclusi, poiché non richiamati dalla disposizione, i riscatti utili ai soli fini della misura del trattamento pensionistico (ad esempio, riscatti del periodo di part-time di tipo orizzontale, già interamente valutabili ai fini del diritto a pensione).

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti contattare il Servizio Previdenziale (011 4513.223/248).













  
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