Fiscale e Tributario > Archivio News mercoledì 17 aprile 2019

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Elenco definitivo 2017-2018 e modalità di utilizzo

È stato pubblicato l’elenco definitivo dei soggetti ammessi a fruire del credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali per gli anni 2017 e 2018 ed il codice tributo per l’utilizzo del credito in compensazione.


È stato pubblicato l’elenco definitivo dei soggetti ammessi a fruire del credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali per gli anni 2017 e 2018. Il provvedimento dell’11 aprile 2019 è riportato sul sito del dipartimento per l’informazione e l’editoria.

Nell’elenco è riportato il codice fiscale dei soggetti richiedenti e l’importo ammesso al beneficio.

Importo massimo fruibile – aiuti de minimis

Occorre precisare che la somma indicata in corrispondenza di ciascun soggetto costituisce l’importo massimo fruibile dalla generalità dei soggetti ammessi salve le eccezioni indicate per specifici settori come ad esempio autotrasporto.

La legge di bilancio per l’anno 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) ha stabilito, all’articolo 1, comma 762, che il credito d’imposta di cui sopra è concesso ai sensi e nei limiti dei regimi degli aiuti de minimis disciplinati dai Regolamenti UE (regime generale Reg n. 1407/2013):
• per la generalità delle imprese il massimale è pari a 200.000 euro;
• per il settore dell’autotrasporto il massimale è pari a 100.000 euro.
Tali massimali, secondo la disciplina dei citati Regolamenti europei, comprendono ogni aiuto individuale di cui il soggetto fruisca nell’esercizio in corso e nei due esercizi finanziari precedenti.

Nell’elenco fornito dall’Agenzia delle Entrate, tutti gli importi superiori al massimale generale sono stati automaticamente parificati all’importo di 200.000 euro.

Ognuno dei soggetti ammessi al credito ha infine l’obbligo di verificare se – al di là del credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari – abbia già ottenuto altri aiuti nell’esercizio in corso, o se ne abbia ottenuti nei due esercizi precedenti, posto che gli aiuti eventualmente già concessi (anche nei due esercizi precedenti) concorrono a saturare il massimale individuale di cui sopra.
Nell’ipotesi di concorrenza di più aiuti in favore di un soggetto, gli aiuti già in precedenza ottenuti vanno sottratti dal massimale de minimis di appartenenza per settore di attività per ottenere il proprio “massimale individuale”, nell’ambito del quale andrà verificata la capienza dell’importo indicato nell’elenco.

Modalità di fruizione

Il credito d’imposta può essere fruito mediante compensazione presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. Con la Risoluzione n. 41/E dell’8 aprile 2019 è stato istituito il codice tributo “6900”, l’anno di riferimento è quello di concessione del credito.

Il modello F24 può essere presentato a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento del Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria dell’11 aprile 2019 e del relativo elenco allegato sul sito internet del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri: www.informazioneeditoria.gov.it

Per i soggetti ammessi alla fruizione di un credito superiore ad Euro 150.000,00 – fatta salva l’ipotesi che il soggetto abbia dichiarato di essere iscritto negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 1, comma 52, della legge 6 novembre 2012, n. 190 (per le categorie di operatori economici ivi previste) il credito d’imposta può essere fruito con le stesse modalità di cui sopra, ma soltanto a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla comunicazione individuale di abilitazione che sarà trasmessa a cura del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, in esito alla procedura di consultazione della Banca Dati Nazionale Antimafia, e quindi dopo il rilascio dell’informazione antimafia liberatoria, ovvero decorso il termine per il rilascio della stessa, sotto condizione risolutiva, ai sensi dell’art. 92 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.

Il credito d’imposta è revocato in ogni momento, nel caso in cui venga accertata l’insussistenza di uno dei requisiti previsti, ovvero nel caso in cui la documentazione presentata in via telematica contenga dati o elementi risultati non veritieri, o risultino false le dichiarazioni rese, in esito all’attività di controllo ordinariamente effettuata con il supporto della Guardia di Finanza.

Precedenti articoli:
- Bonus pubblicità: pubblicazione elenchi provvisori (28/11/2018)
- Bonus pubblicità: le faq del dipartimento editoria (25/09/2018)
- Bonus pubblicità: la finestra 2017-2018 (18/09/2018)
- Investimenti pubblicitari: pubblicato il decreto attuativo (26/07/2018)



Il Servizio Fiscale Tributario di API Torino è a disposizione degli associati per informazioni e approfondimenti (fiscale@apito.itclara.pollet@apito.it).








  
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