Fiscale e Tributario > Archivio News martedì 12 novembre 2019

Crediti in compensazione

Nuovi termini di utilizzo

Il decreto fiscale ha introdotto nuovi termini di decorrenza per la compensazione dei crediti emergenti dalle dichiarazioni fiscali di importo superiore a 5.000 euro


Il decreto fiscale (D.L. 124 del 26 ottobre 2019) ha introdotto nuovi termini di decorrenza per la compensazione dei crediti emergenti dalle dichiarazioni fiscali, ha esteso l’obbligo di utilizzare modalità di pagamento F24 telematiche a tutti i soggetti che intendono effettuare la compensazione ed ha introdotto una specifica disciplina sanzionatoria.

Presentazione preventiva dichiarazione
I contribuenti che utilizzano in compensazione i crediti relativi alle imposte sui redditi, alle relative addizionali e alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito per importi superiori a 5.000 euro annui devono far apporre sulla dichiarazione dei redditi il visto di conformità (art. 1, comma 574, legge 147/2013 e circolare 28/E/2014) ovvero l’attestazione da parte del revisore incaricato del controllo contabile.

Prima dell’introduzione del decreto fiscale 2019 (articolo 3, primo comma, D.L. 124/2019) i crediti risultanti dal modello REDDITI potevano essere utilizzati in compensazione dal giorno successivo a quello in cui si era chiuso il periodo d’imposta cui si riferiva la dichiarazione e non era previsto espressamente l’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione ai fini dell’utilizzo dei crediti in compensazione.
Al fine di rafforzare gli strumenti per il contrasto delle indebite compensazioni di crediti effettuate tramite modello F24, viene ora limitata la possibilità di compensare: per importi superiori a 5.000 euro annui, la compensazione è possibile solo a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui emerge il credito. L’articolo 3, primo comma, D.L. 124/2019, sostituisce l’ultimo periodo dell’articolo 17, primo comma, D.Lgs. 241/1997 e stabilisce che: “La compensazione del credito annuale o relativo a periodi inferiori all’anno dell’imposta sul valore aggiunto, dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e all’imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori a 5.000 euro annui, può essere effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge”.

Presentazione telematica F24 agenzia delle entrate per compensazione
Il decreto fiscale 2019 estende a tutti i soggetti che intendono effettuare la compensazione, e non solo ai soggetti titolari di partita IVA, l’obbligo di utilizzare modalità di pagamento telematiche, tramite F24. I soggetti titolari di partita IVA che intendono effettuare la compensazione dei crediti sono tenuti ad utilizzare esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate.

Tale obbligo è esteso anche ai crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta per il recupero delle eccedenze di versamento delle ritenute e dei rimborsi/bonus erogati ai dipendenti (ad esempio, i rimborsi da modello 730 e bonus 80 euro).

L'agenzia delle Entrate è autorizzata a sospendere, fino a trenta giorni, l'esecuzione delle deleghe di pagamento contenenti compensazioni che presentano profili di rischio, al fine del controllo dell'utilizzo del credito. Se all'esito del controllo il credito risulta correttamente utilizzato, ovvero decorsi i trenta giorni, la delega è eseguita e le compensazioni e i versamenti sono considerati effettuati alla data stessa della loro effettuazione; diversamente la delega di pagamento non è eseguita e i versamenti e le compensazioni si considerano non effettuati. In tal caso la struttura di gestione dei versamenti unificati non contabilizza i versamenti e le compensazioni indicate nella delega di pagamento e non effettua le relative regolazioni contabili. È applicabile la sanzione di euro 1000 per ciascuna delega non eseguita (articolo 15, comma 2-ter, D.Lgs 471/1997 introdotto a decorrere da marzo 2020).

Decorrenza
Le nuove disposizioni di compensazione si applicano con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019.

Si segnala che nel primo anno di applicazione delle nuove disposizioni (il 2020), a differenza del 2019, i crediti d’imposta relativi al periodo d’imposta chiuso al 31 dicembre dell’anno precedente, salvi i crediti maturati in qualità di sostituto d’imposta, potranno essere utilizzati in compensazione solo dieci giorni dopo la presentazione della relativa dichiarazione e dunque a partire dal mese di maggio (termine iniziale di presentazione della dichiarazione dei redditi come previsto dall’articolo 2, primo comma, D.P.R. 322/1998) e non quindi a partire dal 1° gennaio, come stabilito dalle norme vigenti.

Al riguardo, la relazione tecnica stima che in tale anno, a causa del differimento del termine a decorrere dal quale potranno essere utilizzati i crediti in compensazione, una parte di questi non potrà essere compensata entro la fine dello stesso anno 2020 (per incapienza rispetto ai debiti da pagare tramite compensazione) e slitterà ai primi mesi del 2021. Pertanto, solo per il 2020, si avrà un ulteriore effetto positivo che riduce la spesa per il bilancio dello Stato (c.d. slittamento). Negli esercizi successivi, lo slittamento in avanti per ciascuna annualità sarà annullato dal recupero dei crediti residui dell’anno precedente e quindi, in sostanza, l’effetto slittamento non sarà significativo.

Il Servizio Fiscale Tributario di API Torino è a disposizione degli associati per informazioni e approfondimenti (fiscale@apito.it  – clara.pollet@apito.it).









  
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